Il mio impegno in Regione
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Il mio impegno in Regione

slide_home_background Simona Casellislide_home_personaggio Simona Caselli

Passione concreta

IL MIO IMPEGNO IN REGIONE

Agricoltura, Caccia e Pesca

Sviluppo rurale, concessi contributi per 930 milioni, il 76% della dotazione complessiva

Un’agricoltura sempre più competitiva e di qualità, volano di sviluppo per tutto il territorio. Ma, anche, un’agricoltura sostenibile, attenta all’ambiente, che mette al centro ricerca e innovazione. Ammontano a oltre 1,1 miliardi di euro le risorse messe a bando dal Programma regionale di sviluppo rurale (Psr) a settembre 2019. Il 98% del plafond complessivo, di 1,2 miliardi di euro, la dotazione più elevata tra tutte le Regioni del nord Italia.  I contributi già concessi alle aziende agricole sono 960 milioni di euro il 80% del totale, mentre i pagamenti erogati ammontano a 490 milioni di euro (40% delle disponibilità), grazie a 326 bandi emanati. I contributi hanno consentito di avviare nelle aziende agricole e di trasformazione progetti e interventi per un valore complessivo di oltre 1,4 miliardi.

Prosegue dunque a pieno ritmo e in linea con tutti gli obiettivi fissati l’attuazione del Psr 2014-2020, così come confermano i dati certificati dalla Commissione europea, in occasione del Comitato di sorveglianza del giugno scorso.

Alle risorse del Psr si aggiungono quelle messe in campo dalla Ue attraverso le Organizzazioni comuni di mercato nei settori dell’ortofrutta, del vino e dell’apicoltura, pari a circa 100 milioni di euro all’anno e quelle per gli aiuti diretti, il cosiddetto “Primo pilastro”, che ammontano a oltre 300 milioni di euro all’anno.

Un sistema di aiuti sempre più efficiente grazie anche alla rivoluzione digitale di Agrea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura dell’Emilia-Romagna. La principale novità si chiama domanda grafica. Introdotta nel 2017, la nuova modalità basata sull’utilizzo di strumenti geospaziali, ha interessato nel 2019 la totalità delle Domande uniche della Pac e il 75% delle richieste di contributo del Psr, con l’obiettivo di arrivare al 100% entro il 2020. Un impegno sostenuto anche da uno stanziamento da parte della Regione di 1,85 milioni di euro all’anno, dal 2019 al 2021, per il potenziamento dei sistemi informativi.

Politiche Regionali
PSR Parma

Una regione leader nelle esportazioni, prima in Italia nei primi tre mesi del 2019

Il sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna vale oltre 20 miliardi di euro e continua crescere in tutto il mondo: + 3,5% le esportazioni a fine 2018, per un valore che sfiora i 6,5 miliardi, dopo un 2017 che aveva chiuso con una crescita del 5,1%.  Un trend che non si arresta: nel primo trimestre del 2019 le esportazioni di prodotti agroalimentari dell’Emilia-Romagna hanno superato quelle di Lombardia e Veneto, collocando la nostra regione al vertice della graduatoria nazionale. Il sorpasso è avvenuto grazie ad un incremento del valore delle esportazioni del 12,5% rispetto ai primi tre mesi del 2018.

Bene anche il valore della produzione agricola, che sfiora quota 4,7 miliardi di euro (+0,4%). Un risultato – attestato dal Rapporto agroalimentare 2018 – che consolida il settore, dopo i numeri da primato degli anni precedenti, in particolare il 2017 che aveva fatto segnare una crescita del 6,6% e il 2016 con il + 3%.  Si conferma, inoltre, il trend di crescita anche per l’industria alimentare (+0,5% il fatturato aggregato).

In lieve calo il ricorso al credito agrario, che sfiora complessivamente i 5,5 miliardi di euro (-0,8%). Al tempo stesso, però, si riduce la quota di quello in sofferenza, pari al 5,9% del totale.

Assestata sulle 70mila unità l’occupazione nei campi e aumenta la presenza delle donne tra i lavoratori autonomi agricoli.

Progetti di filiera, per crescere insieme

La Regione attraverso il Psr premia la capacità di aggregazione del mondo produttivo, dalla “terra alla tavola”, presupposto di una maggiore competitività del comparto agroalimentare, ma anche di una più equa redistribuzione della redditività.  In questa programmazione sono stati finanziati progetti di filiera che coinvolgono 1.227 aziende agricole e 99 imprese agroalimentari. Acquisto di nuovi macchinari, attrezzature e immobili produttivi per nuovi impianti di lavorazione e trasformazione, ma anche progetti di ricerca sui prodotti o sul packaging, gli interventi finanziati grazie a contributi per 134 milioni di euro che hanno movimentato investimenti per 365 milioni. Nel 2017 la Regione ha inoltre sostenuto 59 progetti di ammodernamento di singole aziende agricole, grazie a 52 milioni di contributi che hanno fatto da volano a 133 milioni di investimento. Sono infine 71 gli interventi a sostegno delle imprese agroindustriali in approccio individuale con 68 milioni di risorse.

Giovani agricoltori crescono: 1.200 nuovi imprenditori della terra

Più giovani in agricoltura. E dunque anche più innovazione, qualità e competitività.  Dal 2015, grazie alle risorse del Psr, la Regione ha finanziato circa 1.200 nuove aziende agricole under 41, per un ammontare complessivo di circa 100 milioni di euro tra aiuti al primo insediamento e investimenti aziendali. Un’ulteriore spinta verso il ricambio generazionale potrà venire dall’ultimazione della istruttoria del quinto bando del Psr, che stanzia oltre 24 milioni di euro e dal bando previsto per il 2020.

Dop e Igp: il primato della Food Valley continua

Sempre più leader per prodotti Dop e Igp, un comparto in cui qualità e legame con il territorio diventano importanti elementi di valorizzazione, anche economica. Regione europea con il maggior numero di specialità a indicazione geografica, ben 44, la Food Valley guida la classifica nazionale anche per l’impatto economico di tali produzioni: oltre 2,983 miliardi di fatturato nel 2017, in crescita del 9%, come confermano i numeri del Rapporto Qualivita Ismea 2018. Un valore che sale a 3,371 miliardi considerando anche i vini. Tutto emiliano-romagnolo anche il podio delle province con Parma, Modena e Reggio Emilia a guidare la classifica nazionale del food

Re dei prodotti Dop e Igp si conferma il Parmigiano Reggiano, con un valore all’origine di 1,34 miliardi (+19,5%), seguito da Grana Padano (1,29 miliardi, stabile) e Prosciutto di Parma (850 milioni, +4,1%). Ancora emiliano-romagnolo il primo prodotto per valore dell’export: l’Aceto Balsamico di Modena Igp con 897 milioni (+2,5%). E proprio a Parma nel 2017 e nel 2018 si sono svolte le prime due edizioni di Origo Global Forum, l’appuntamento internazionale dedicato ai prodotti Dop e Igp promosso dalla Regione e dal ministero delle Politiche agricole, con l’Unione parmense degli industriali, Fiere Parma e il supporto della Commissione europea.

E per sostenere i progetti di promozione e informazione sul mercato europeo dei prodotti Dop, Igp, Stg (Specialità tradizionale garantita), Qc (Qualità controllata) e bio, la Regione ha messo a disposizione, grazie al Psr, 3,8 milioni di euro per sostenere 24 progetti presentati da Consorzi di tutela e associazioni nel biennio 2017-2018. Ulteriori 3 milioni hanno finanziato nel 2018 altri 20 progetti per il biennio 2019-2020. A queste risorse si aggiungono quelle del bilancio regionale: in media 1 milione di euro all’anno per iniziative di promozione dei prodotti agricoli, agroalimentari e vitivinicoli.

I vini dell’Emilia-Romagna si rafforzano sui mercati

Finanziamenti anche per sostenere il settore vitivinicolo. In media oltre 24 milioni di euro per ogni campagna vitivinicola dal 2015 a oggi.  Nel dettaglio, le risorse, nell’ambito dell’Ocm Vino, puntano a sostenere l’internazionalizzazione (5,7 milioni il dato medio annuo), sui mercati extra Ue dei vini Doc, Docg e Igt e da agricoltura biologica grazie a contributi fino al 50% delle spese. Oltre 11,6 milioni le risorse annue  erogate in media per sostenere la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, con l’obiettivo di migliorare la qualità e rafforzare l’identità delle produzioni. Circa 7 milioni le risorse assegnate annualmente per gli interventi di ammodernamento e innovazione delle cantine.

A difesa dello zucchero emiliano-romagnolo

Un comparto produttivo strategico, sia da un punto di vista agricolo e ambientale, che industriale, specie in Emilia-Romagna dove si coltivano circa i due terzi della barbabietola da zucchero nazionale e dove ancora opera uno dei due zuccherifici italiani rimasti in attività. Per sostenere il settore saccarifero, messo in crisi dalla cessazione del regime comunitario delle quote zucchero e dalla concorrenza nord europea, la Regione nel 2018 ha messo a disposizione 1,25 milioni di euro per la concessione ai produttori agricoli di un aiuto fino a 150 euro per ogni ettaro di superficie coltivata.  Forte impegno della Regione anche per promuovere, a livello nazionale, l’incremento dell’aiuto “accoppiato” (ovvero collegato ad una singola coltura) previsto dalle norme comunitarie. Dal 2019 la barbabietola da zucchero italiana potrà quindi beneficiare di un aumento, pari al 35%, delle risorse destinate a questo intervento che sono passate da 16 a 22 milioni di euro all’anno.

Più ricerca e innovazione per un’agricoltura sostenibile

Oltre 31,5 milioni di euro per la ricerca e l’innovazione. A tanto ammontano i contributi impegnati per sostenere sia i progetti sviluppati dai 125 Gruppi operativi per l’innovazione (Goi), le partnership tra aziende agricole e mondo della ricerca (una delle principali novità della Programmazione 2014-2020), sia i 51 progetti pilota per l’innovazione a supporto delle filiere. Un totale di 176 progetti che fa dell’Emilia-Romagna la prima regione in Europa per innovazione in campo agricolo.

Risparmio delle risorse idriche, ottimizzazione dell’uso dei fertilizzanti, miglioramento della fertilità dei terreni, riduzione delle emissioni di gas serra. Sono solo alcuni dei temi su cui sono impegnati i Goi per un’agricoltura sempre più sostenibile. Nel settennato le risorse stanziate per Goi e progetti pilota ammontano complessivamente a 50 milioni di euro: la dotazione più alta tra tutte le regioni europee. Se consideriamo anche le risorse programmate per formazione e consulenza aziendale risultano oltre 80 milioni di euro destinati allo sviluppo del sistema della conoscenza e dell’innovazione.

Invasi e infrastrutture irrigue contro la siccità: un piano da 215 milioni di euro

Ammontano a 215 milioni di euro i fondi nazionali, regionali e dei Consorzi di Bonifica a disposizione per la realizzazione di 42 progetti distribuiti su tutto il territorio regionale relativi ad invasi e infrastrutture irrigue. I progetti, tutti cantierabili, comporteranno un miglioramento e un potenziamento degli invasi, delle derivazioni e delle opere di distribuzione irrigua per un incremento di disponibilità idrica di 45 milioni di metri cubi al servizio di 13.100 aziende e di una superficie irrigua di 167.000 ettari.  Due le priorità del Piano: creare una rete di bacini di piccole e medie dimensioni per garantire un’adeguata riserva irrigua in caso di siccità; migliorare le prese irrigue e le reti di distribuzione all’insegna del risparmio, delle buone pratiche e della sostenibilità ambientale.

All’interno di questi 215 milioni di euro, sono 17,8 quelli stanziati direttamente dalla Regione attraverso due bandi del PSR rivolti ad aziende agricole e consorzi di bonifica. Le opere finanziate con questo strumento riguardano la realizzazione ex novo o l’ampliamento di invasi esistenti, fino al massimo consentito dalla normativa nazionale di 250mila metri cubi di capacità, oltre alla costruzione o al potenziamento di reti di distribuzione dell’acqua.

Una regione sempre più green, bio il 15% delle superfici

Non rallenta la corsa dell’agricoltura biologica. A fine 2018 è stato sfiorato il traguardo dei 156 mila ettari, corrispondenti al 15% della superficie agricola regionale con 5.067 imprese produttrici, che salgono a 6.284, considerando anche quelle di trasformazione e commercializzazione. Rispetto al 2015 le superfici sono cresciute del 60,8%, le aziende totali del 66,2%. Un boom che non conosce soste, anzi accelera, trainato dalle opportunità offerte dal Programma di sviluppo rurale.

Da inizio legislatura i contributi concessi per la sola applicazione in campo dell’agricoltura biologica ammontano a 135 milioni di euro. Di questi 28 milioni sono stati concessi nel 2018 con l’ultimo bando della Programmazione 2014-2020, relativo alla produzione bio. A questi si aggiungono gli interventi per la formazione e l’informazione, la copertura dei costi di certificazione, gli investimenti, e l’innovazione, per i quali gli aderenti alla agricoltura bio hanno accesso prioritario in ambito Psr.

L’Emilia-Romagna è al primo posto in Italia per numero di aziende di trasformazione bio. Sul podio anche per quanto riguarda le mense scolastiche verdi. Un primaio che si è tradotto nell’assegnazione della quota più alta del Fondo nazionale per le mense biologiche: 5,3 milioni di euro nel 2018.

Altrettanto significativo l’impegno per l’agricoltura integrata che in Emilia-Romagna interessa una superficie di oltre 136 mila ettari. Da inizio legislatura le risorse assegnate attraverso il Psr e i programmi operativi dell’Ocm Ortofrutta ammontano a 125 milioni di euro, con il coinvolgimento di circa 2 mila aziende aderenti.

L’integrato e il biologico rappresentano la voce più significativa delle misure agroambientali che ne comprendono però anche altre di primaria importanza: dalla gestione degli effluenti, all’incremento della sostanza organica nei terreni, alla salvaguardia delle razze animali a rischio di estinzione. Un pacchetto di azioni con cui la Regione mette al centro un’agricoltura sempre più attenta all’ambiente. Da inizio legislatura i contributi concessi, come impegni poliennali fino al 2020, per questo tipo di interventi ammontano a oltre 80 milioni.

Una legge per difendere le api

Regole più severe nell’utilizzo di prodotti fitosanitari in agricoltura per proteggere le api, insetti fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema e l’impollinazione di molte colture agrarie. A questo punta la nuova legge regionale per lo sviluppo e la tutela dell’apicoltura, approvata nel 2019. Tra le misure previste per contrastare lo spopolamento degli alveari anche l’individuazione di aree di particolare interesse apistico e agroambientale in cui vietare qualsiasi trattamento o consentire esclusivamente l’impiego di sostanze di comprovata non tossicità. Il testo punta anche l’attenzione sulla salvaguardia dal rischio ibridazione della cosiddetta ape italiana, ovvero Apis mellifera ligustica. 

L’agroalimentare in vetrina in Cina, Canada, USA ed Europa

Sostenere la reputazione del made in Emilia-Romagna nel mondo, anche attraverso un ricco programma di missioni all’estero, per affiancare le aziende agroalimentari nella loro attività di internazionalizzazione.

Tra le altre, quelle organizzate nell’ambito della Settimana della cucina italiana nel mondo, in collaborazione con i ministeri degli Affari esteri e delle Politiche agricole. Vere e proprie missioni di sistema, realizzate in collaborazione con il mondo produttivo, universitario e della cultura, che hanno avuto come destinazione il Canada nel 2018 (mercato particolarmente dinamico meta di una missione anche a fine maggio 2019) e la  Cina nel 2017, gli USA nel 2016.

In occasione dei Pasta Day la Regione è stata presente a Dubai fornendo assistenza istituzionale all’evento ed organizzando iniziative ed eventi di promozione del nostro agroalimentare in collaborazione con i Consorzi delle Dop e IGP, Cheftochef ed Eataly.

Un legame quello con la Cina che continua: a marzo 2018 la “quattro giorni” in Emilia-Romagna del gruppo leader dell’e-commerce Alibaba, con l’innovativa catena retail Hema, alla scoperta delle eccellenze agroalimentari della Food Valley. Un’attività di incoming, organizzata da Ice in collaborazione con la Regione, durante la quale i vertici di Hema hanno incontrato grandi gruppi, ma anche piccole e medie aziende dell’agroalimentare emiliano-romagnolo.

Nel 2019 la Settimana della cucina italiana nel mondo ha fatto tappa per la prima volta in Germania, il mercato più importante per l’agroalimentare emiliano-romagnolo.

Tra i territori con cui l’Emilia-Romagna ha avviato tra 2017 e 2018 collaborazioni in campo agricolo e agroindustriale anche la provincia sudafricana del Gauteng – sui temi della potabilizzazione delle acque, coltivazione del pomodoro, allevamenti di ovini in piccole comunità – ed il Mozambico con un progetto di cooperazione dedicato a piccole allevatrici finalizzato a costruire una filiera del latte.

Ecco il nuovo Piano faunistico-venatorio

Tutela della biodiversità, salvaguardia delle attività agricola, riduzione degli incidenti stradali dovuti a un’eccessiva presenza di animali selvatici. Sono gli obiettivi del Piano faunistico-venatorio regionale, il primo valido per tutto il territorio emiliano-romagnolo, che unifica e armonizza i precedenti novi piani provinciali. Il provvedimento, che a novembre 2018 ha ricevuto il via libera dell’Assemblea legislativa dopo aver ottenuto il parere positivo dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, rafforza ulteriormente l’impegno della Regione per prevenire e contrastare i danni che cinghiali e altri ungulati causano alle attività umane, a partire dall’agricoltura.

In particolare, per ogni singola specie non protetta, è stata indicata una densità compatibile con la presenza delle attività agricole, mentre per il cinghiale, indubbiamente la specie più impattante nelle zone collinari e montane, è stata indicata una soglia di danno tollerabile (5 euro/kmq fino alla collina, 26 euro/kmq fino al crinale e 11 euro/kmq sul crinale). Inoltre grazie al nuovo Piano è stato sperimentato con successo l’utilizzo di dissuasori acustici e luminosi per prevenire gli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica.

Sempre nel 2018 la Regione ha ottenuto dalla Commissione europea la possibilità di riconoscere agli agricoltori, contributi fino al 100% dei danni subiti (dunque al di sopra dei limiti previsti dal cosiddetto regime de minimis”) sia per i danni provocati dalle specie selvatiche protette, che per quelle non tutelate che vivono in “zone protette”, come parchi e riserve naturali.

Dal 2015 le risorse assegnate agli agricoltori come risarcimento sono state pari a quasi 4 milioni di euro.

Contributi dalla Regione anche per acquistare strumenti di prevenzione dei danni da fauna selvatica come dissuasori acustici o luminosi, recinzioni o cani da guardiania. Da inizio legislatura 4 milioni di euro. Ancora per mitigare l’impatto della fauna sulle attività agricole il calendario venatorio regionale 2018-2019 ha previsto un ampliamento del periodo di caccia di selezione al cinghiale fino al 15 marzo (e non più fino al 31 gennaio). Tra gli altri provvedimenti adottati tra 2017 e 2018, i piani di controllo dello storno, del piccione, oltre che per cornacchie, gazze e ghiandaie, a difesa di frutteti e altre colture, e quelli degli animali fossori, come volpe, tasso e istrice, sulle aste fluviali dei fiumi Secchia e Panaro per tutelare la sicurezza idraulica.

Lupo: la prevenzione funziona se è a misura d’azienda

Una prevenzione a misura d’azienda. Sono 140 i sistemi di prevenzione realizzati dalla Regione in Emilia-Romagna, per prevenire gli attacchi a prede domestiche (non solo ovicaprini, ma anche bovini ed equini) da parte del lupo  una specie che ha ormai ricolonizzato l’Appennino settentrionale, attirata dalla crescente presenza di fauna selvatica, come cinghiali e altri ungulati.

Sistemi definiti attraverso sopralluoghi azienda per azienda con un tecnico specializzato della Regione, cercando di individuare le strategie migliori per ogni contesto: recinzioni metalliche fisse, destinate a proteggere aree di parto o ricovero notturno degli animali, recinzioni elettrificate più ampie per proteggere aree di pascolo, cani da guardianìa opportunamente selezionati e strumenti di dissuasione elettronica. Ogni intervento è stato sottoposto a collaudo e, a distanza di due anni dalla realizzazione, sono stati valutati i risultati, decisamente confortanti. Nel caso delle recinzioni fisse si è verificata una diminuzione dei casi di predazione del 97,3%, per le recinzioni elettrificate  dell’81,25%.  In calo anche i risarcimenti dei danni subiti dagli allevatori: da 160mila euro nel 2014, anno di avvio del progetto, a 47 mila nel 2018.

Per le Aziende zootecniche che intendono richiedere l’assistenza del tecnico relativamente ai sistemi di prevenzione e’ stato attivato un numero telefonico e una mail dedicata difesalupo@regione.emilia-romagna.it. È inoltre in corso di approvazione, in collaborazione con le Università di Bologna e di Sassari, un progetto finalizzato allo studio e alla dissuasione di individui di lupo che, sempre più frequentemente, stanno manifestando comportamenti eccessivamente confidenti nei confronti dell’uomo.

Il sostegno al settore ortofrutticolo

Oltre 76 milioni di euro per rafforzare e rendere più competitivo il sistema ortofrutticolo dell’Emilia-Romagna. A tanto ammontano gli aiuti erogati nel 2019 alle imprese agricole, di lavorazione e commercializzazione per gli interventi previsti dai Programmi operativi 2018 delle OP e AOP riconosciute dalla Regione, nell’ambito dell’Organizzazione comune di mercato del settore ortofrutticolo. Più del 50% del totale degli aiuti è stata destinato ad azioni rivolte alle aziende agricole per il miglioramento della qualità (attrezzature innovative, impianti d’irrigazione e antigrandine, ecc.), per il rinnovo dell’offerta produttiva (nuovi impianti frutticoli) e per il sostegno all’applicazione di tecniche di produzione a basso impatto ambientale. Poco meno del 44% è stato speso per le azioni di sistema finalizzate alla valorizzazione commerciale delle produzioni con attività di promozione, di controllo qualitativo e di innovazione tecnologica ed impiantistica nelle strutture di lavorazione e conservazione dei prodotti. Infine, il 6% è servito a finanziare le azioni di prevenzione e gestione delle crisi di mercato (ritiri e promozione).  Un sistema che funziona e che fa dell’Emilia-Romagna una delle regioni ortofrutticole con il più alto tasso di organizzazione in Italia e in Europa. Infatti aderiscono a una Op oltre il 50% delle aziende emiliano-romagnole, contro un dato nazionale ed europeo di poco superiore al 40%. Le OP emiliano-romagnole sono 46 di cui 20 operative al di fuori del territorio regionale, mentre le Associazioni di organizzazioni di produttori sono sei. Nel loro insieme queste imprese registrano, per l’anno di riferimento, una produzione commercializzata di 1,665 miliardi di euro.

Reti anti insetto contro la cimice della frutta

Il cambiamento climatico, i commerci e i trasporti internazionali favoriscono il diffondersi anche in Europa di nuovi parassiti che possono danneggiare gravemente la produzione agricola. Tra questi la cimice asiatica (Halyomorpha halys): un insetto che si nutre di piante, danneggiando i raccolti e che in autunno migra verso abitazioni, cantine e magazzini. Dopo un primo stanziamento da 250mila euro per mutui a tassi agevolati, grazie alla modifica della legge regionale sul credito, sarà possibile raddoppiare gli stanziamenti abituali ai Confidi per portare i mutui sul prestito di conduzione a scadenze di tre-cinque anni, con precedenza assoluta nel nuovo bando per le imprese danneggiate dalla cimice.  Ma non solo. Ammontano a 13 milioni di euro le risorse stanziate per le reti antinsetto attraverso due bandi del PSR, mentre un nuovo bando da 1 milione di euro a favore dei Goi, i Gruppi operativi per l’innovazione, permetterà di proseguire l’impegno sul fronte della ricerca.

Una pesca competitiva e rispettosa dell’ambiente

Una pesca più redditizia, ma allo stesso tempo rispettosa dell’ecosistema marino; sviluppo dell’acquacoltura; rilancio dell’occupazione giovanile; nuovi mercati e strategie di commercializzazione.

Procede l’attuazione del Feamp, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, approvato nel 2016, che mette a disposizione dell’Emilia-Romagna fino al 2020 39,5 milioni di euro tra risorse europee, statali e regionali. Un plafond significativo (nella precedente programmazione i finanziamenti sono stati 15 milioni) che considerando gli investimenti privati potrà arrivare a movimentare tra i 65 e i 70 milioni di euro, per il rilancio di un settore importante dell’economia regionale.

Tra 2017 e 2018 il Feamp, la cui gestione è nazionale, in capo al ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, ha concesso contributi per circa 10,7 milioni di euro. Ulteriori 5 milioni sono stati assegnati dalla Regione al Flag Costa, il gruppo di azione pubblico-privato attivo da Goro a Cattolica per promuovere lo sviluppo del settore.

Sostenibilità al centro anche del nuovo Regolamento sulla pesca in laghi e fiumi che introduce meccanismi di maggiore salvaguardia ambientale e tutela delle specie autoctone in diminuzione, come barbo, lasca, latterino.  Obiettivo quest’ultimo che passa anche dal rafforzamento della lotta al bracconaggio sul fiume Po, che vede riunite in un piano di azioni comuni Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto.

Nel 2017 la conclusione di Conflupo, un progetto europeo per la realizzazione di una “scala di risalita”, con vasche di cinque metri per permettere ai pesci “migratori” come storione e anguilla di superare lo sbarramento artificiale della diga di Isola Serafini nel Piacentino. Un vero e proprio corridoio ecologico che mette in collegamento, attraverso il Po, il mare Adriatico con il Ticino e poi il lago di Lugano, e che consente a queste specie di raggiungere gli ambienti adatti per riprodursi. La Regione ha contribuito con oltre 2 milioni di euro attraverso Aipo.